Il corso propone una lettura storico-letteraria e critico-testuale dei modernismi portoghesi tra fine Ottocento e Novecento, mettendo in relazione testi e contesti, mutamenti estetici e trasformazioni politico-culturali. Dopo una prima parte di inquadramento sul modernismo/avanguardia in Portogallo (riviste, manifesti, testi d’intervento e principali categorie critiche), l’insegnamento assume un taglio seminariale e monografico su José de Almada Negreiros, considerato modernista “totale” e figura chiave dell’avanguardia portoghese. Il percorso privilegia le prose di avanguardia (1915–1917) e ricostruisce la traiettoria artistica dell’autore in prospettiva intermediale (scrittura, arti visive, scena), attraversando snodi culturali come Parigi (poetica dell’“ingenuità”) e Madrid (progetto del “teatro dell’unità”). La parte conclusiva è dedicata all’approfondimento di Nome de Guerra, considerato uno dei casi centrali del romanzo modernista portoghese, e a una selezione di testi teatrali e documentari pertinenti.
Quadro introduttivo: crisi fin de siècle e condizioni di nascita del modernismo (Questão de Coimbra; Ultimatum del 1890); passaggio dal realismo-naturalismo a nuove rappresentazioni della modernità; ruolo delle riviste e dei testi d’intervento. Modernismo come sistema: Orpheu e Portugal Futurista (con riferimenti orientativi a Contemporânea e Presença), manifesti e prose programmatiche come costruzione di reti e conflitto estetico. Pessoa (selezione funzionale): eteronimia e principali -ismi; Ultimatum di Álvaro de Campos in dialogo/contrasto con l’Ultimatum di Almada.
Modulo monografico su Almada Negreiros: Almada come artista modernista “totale” e agente di rottura; scrittura d’intervento, gesto pubblico e performatività. Lettura ravvicinata delle prose di avanguardia (1915–1917), con particolare attenzione a A Engomadeira, K4 – O Quadrado Azul, Saltimbancos (e altri testi indicati); montaggio, sperimentalismo e costruzione di una poetica dell’avanguardia. Snodi di traiettoria: Parigi e la riflessione sull’“ingenuità” come categoria estetica; Madrid e il progetto del “teatro dell’unità”.
Conclusione: lettura integrale e discussione critica di Nome de Guerra; raccordi a testi teatrali e materiali intermediali utili all’interpretazione.
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